Manuel Poggiali: intervista al campione motociclistico

Manuel Poggiali è un campione motociclistico di San Marino. Nel tempo è riuscito a conquistare diversi riconoscimenti e l’affetto di tantissimi fan. Due volte campione nel mondo in classe 125 e 250, Manuel ha contribuito a fare sognare i tifosi Sammarinesi condividendo con loro vittorie  e risultati di eccellenza. Ma la gara continua! Manuel Poggiali è recentemente tornato a correre con il Team Ducati rimettendosi in gioco. C’è sembrata l’occasione migliore per intervistarlo.

Manuel PoggialiManuel, com’è nata la tua passione per la moto?

Si tratta di una storia molto lunga, iniziata nell’estate del 1993. Dopo una serata al Luna Park con zii ed amici ho visto loro, non avendo il consenso dei miei genitori, divertirsi come matti nella pista di Miramare di Rimini. Arrivato a casa ho iniziato a tormentare i miei genitori affinché mi facessero provare.

Immagino che anche tu sia partito dalle Minimoto. Cosa ti ricordi di quei giorni?

Ricordo i momenti belli della mia infanzia, delle delusioni e delle vittorie, tutte esperienze davvero utili nella vita, oltre ai valori che lo sport ti insegna. Rispetto, regole e volontà tra le maggiori.

Da ragazzino seguivi il Moto GP di San Marino? Ha contribuito ad accendere la tua passione per le moto?

A dire il vero il vero GP di San Marino di Moto da quando è a Misano l’ho visto in TV, ma con in bacheca già due mondiali vinti. Spero un giorno di poter gareggiare ad almeno un’edizione.

Cosa offre San Marino ai giovani aspiranti bikers?

Secondo me ad oggi poco, al di là delle strutture inesistenti in territorio ma comunque vicine nel circondario. Soffriamo come tutti i paesi del mondo le difficoltà economiche di questo periodo. Lo sport motoristico a differenza di tanti altri è davvero dispendioso.

È stato difficile trovare sponsor agli inizi?

Nella vita nulla è facile e tanto meno scontato. Gli sponsor sono necessari per non andare in malora ed arrivare al professionismo.

Diventare campioni mondiali deve essere un’emozione indescrivibile. Cosa hai provato in quei momenti?

La realizzazione di un sogno che da bambino immaginavo soltanto. Credo che poche persone al mondo possano sognare da piccoli qualcosa di veramente importante, ad esempio un mestiere, e trovarlo un giorno trasformato in realtà. Sono davvero fortunato.

Molto spesso il pubblico non percepisce il motociclismo come sport di squadra, ma quanto è importante il lavoro di un team per un pilota?

È fondamentale! L’armonia che la squadra ti trasmette, e viceversa, è un aspetto molto importante. A volte è più importante dell’aspetto tecnico, comunque fondamentale

Sei appassionato di automobilismo?

Le auto le seguo, ma meno…

Chi sono i tuoi piloti preferiti di tutti i tempi?

Dico Alonso, anche per la simpatia che trasmette.

Hai visto il film Rush di Ron Howard?

In parte in un tragitto aereo. Non posso esprimermi.

Maturità e incoscienza. Quale elemento trovi vincente in un pilota? Può funzionare un equilibrio tra questi due modi di vivere questo sport?

Secondo il mio punto di vista il miglior pacchetto tecnico-mentale è quello che alla lunga risulta vincente.

Ci parli della Società Sportiva Pennarossa?

È la società del castello nel quale vivo, dirigenza amica e tifosa e tesserati che cambiano nel corso degli anni. Amo il mio paese e le persone che mi sono amiche. Credo che il mio passato abbia dato molto a tutto San Marino e di aver ricevuto in cambio tanto dallo sport e dal mio Paese.

Com’è nata la tua esperienza con Diversamente Disabili?

Conoscendo il presidente dell’associazione Emiliano Malagoli, una giornata di prove nella quale gli ho dato qualche consiglio per tornare a guidare rilassato e pulito. Dopo l’incidente in strada era la prima volta che tornava su una moto ed in pista. È stato davvero bello vedere un sorriso così a fine giornata.

Com’è correre in Superbike?

Seppur nel campionato Italiano la velocità è una bella esperienza.  Ho vissuto momenti di gloria, ma in fondo oggi che sono anche padre di famiglia con questa gara riesco a divertirmi ancora e praticare il mio sport preferito.

Sei soddisfatto della tua  Ducati Panigale 1199R?

Certo ma in generale qualunque cosa si può sempre migliorare, compreso il pilota.

Le modifiche più importanti che avete effettuato sulla moto?

Il metodo di lavoro rispetto agli anni in cui gareggiavo con i due tempi di cilindrate più piccole è cambiato totalmente. Oggi c’è l’elettronica che la fa da padrone. Ad ogni modo si cerca di lavorare per trovare il miglior feeling con il mezzo.

ll bolide a cui sei più legato?

La più piccola! La Gilera 125 campione del mondo 2001. Il primo mondiale non si scorda mai!

Ci sono dei colleghi piloti a cui sei particolarmente affezionato?

Ogni tanto mi trovo con Mattia Pasini che conosco da una vita. Rimarrà sempre nel mio cuore un amico. Poi Marco Simoncelli, una persona vera che il mondo ha perso fisicamente.

I tuoi idoli?

Valentino Rossi, Wayne Rainey e Max Biaggi.

Ti vedremo ancora combattere il titolo per fare sognare tutti i fan Sammarinesi?

Nella vita nulla è impossibile né tanto meno scontato, come rispondevo precedentemente. Credo di essere stato uno degli sportivi più rappresentativi del mio paese e finché e ne avrò le possibilità farò quello che più mi piace divertendomi come il primo giorno. Se questo mi porterà nuovamente a grandi livelli oggi non lo posso sapere. Di sicuro un obbiettivo che mi sono dato è raggiungere il titolo italiano SBK 2014.

Grazie a Manuel Poggiali per la disponibilità e le emozioni che continua a regalarci.

 

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